Chi è Giuseppe Ciarrapico

Pubblicato il da Jena

MILANO - La candidatura nel Pdl e - soprattutto - le parole sul fascismo («Non l'ho mai rinnegato»), poi corrette in un secondo tempo, hanno sollevato un vero e proprio polverone, suscitando critiche da parte del Pd e alimentando tensioni anche all'interno del Popolo della Libertà. Il passato di Giuseppe Ciarrapico rischia dunque di trasformarsi in un vero e proprio macigno per l'imprenditore ciociaro, classe 1934, proprietario a suo tempo delle terme di Fiuggi e dal 1991 al 1993 presidente della As Roma, ma soprattutto «notoriamente un simpatizzante fascista in gioventù» (come scrive Wikipedia).

AMICO DI ALMIRANTE - Ciarrapico fu contemporaneamente amico di Giulio Andreotti e del segretario missino Giorgio Almirante. Negli anni '80 divenne presidente delle terme di Fiuggi (non a caso in quegli anni fu soprannominato il «re delle acque minerali»). Tra le sue operazioni più celebri c'è la mediazione che ha posto fine alla «guerra di Segrate», con la spartizione della Mondadori tra Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi.

LA ROMA - Del suo impero facevano parte allora anche diverse cliniche romane, la compagnia di aero taxi «Air Capitol» e la Casina Valadier a Roma. Nel frattempo l'imprenditore fece una delle azioni per le quali è più ricordato: acquistò l'As Roma nell'aprile del 1991, ma dovette lasciare la presidenza nel 1993, a causa della denuncia e il conseguente arresto per bancarotta fraudolenta. Il «Ciarra», come lo chiamano ancora in molti, fu condannato per bancarotta, dimenticato, affidato ai servizi sociali nel 2000, e da molti dato per spacciato. Ma seppe riprendersi e ripartire.

DALLE ACQUE AI GIORNALI - Chiuso il capitolo con le acque minerali, a Ciarrapico rimasero le attività nel mondo dell'editoria. Già editore del Secolo d'Italia, il quotidiano dell'Msi, il «Ciarra» fu sempre molto presente con i giornali locali: Ciociaria Oggi, Latina Oggi e Oggi Nuovo Molise. Nel 2005 sostiene Francesco Storace alla presidenza della Regione Lazio. «Insieme ai giornali, e a un cumulo di società in liquidazione che ogni due anni stranamente cambiano sede schizzando da Latina a Frosinone a Reggio Calabria - ha scritto Mario Sensini in un articolo sul Corriere della Sera del 2006 - Ciarrapico controlla un paio di cliniche nella capitale (sua è stata a suo tempo anche Villa Stuart), due società di catering, tre finanziarie, e lo storico Bar Rosati in piazza del Popolo. Lì concesse la sua ultima intervista, parlando di Fini. Uomo troppo incline al compromesso, alla concilianza, a suo dire. Chiaro che non gli piaccia. Lui è l'esatto contrario. Per non ascoltare i piccoli azionisti della sua Italfin ’80, quotata in Borsa, convocava le assemblee a Pantelleria. E quando era presidente della Roma, dopo l'augusta era di Dino Viola, nel ’91, e i tifosi protestavano, faceva finta di niente. "Fischi? Non ne ho sentiti. Solo contestazioni di gioia"».

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post