Necrologio aperto a Uolter Veltroni "dal sito del grande Daniele Martinelli"

Pubblicato il da Jena

Bravo Uolter! La sceneggiata napoletana sulle tue dimissioni dal partito derelitto non poteva che avvenire alle 16 di ieri, un’ora dopo la lettura della sentenza del processo Mills.
Con precisione chirurgica ti sei gettato in pasto ai media di regime che ti hanno mangiato, bevuto per digerirti nell’arco di qualche settimana. Giusto il tempo per far dimenticare dolo alfano e che il Berlusconi è un corruttore non solo politico, ma anche giudiziario.
La tua funzionalità all’alleato Silvio è stata perfetta fino alla chiusura di questo ciclo. Sei riuscito a distruggere del tutto la già flebile sinistra d’opposizione.
Le tue scuse riportate da tutti i giornali senza rinunciare allo stipendio e ai privilegi da deputato, sono una presa per il culo.
Un po’ come tutta la tua recita degli ultimi 2 anni, cominciati con la farsa delle elezioni primarie nell’autunno del 2007 ricordi? I giornali cominciarono già dalla primavera a riportare le tue dichiarazioni di come la pensavi su argomenti di tutti i tipi: dal gossip al motomondiale, dai pirati della strada all’etica, Veltroni qui Veltroni là. Foto sui giornali e ospitate televisive apparentemente innocue ma utilissime per darti notorietà. Eri ancora sindaco di Roma e Romano Prodi era ancora presidente del consiglio. Rutelliani e fassiniani che dovevano impegnarsi a fare una legge sul conflitto d’interessi per rispettare le famose 280 pagine di programma, andavano in giro per l’Italia a intavolare il partito derelitto. Sembravano alieni. Ricordi Uolter?

Poi le primarie di ottobre. 3 milioni di allocchi spesero un euro ognuno per preferirti a Rosy Bindi, Mario Adinolfi (sai che fatica!) e ad altri nomi stantii.
La frittata fu servita. Prodi cadde e tu approfittasti subito in campagna elettorale per fare comizi senza argomenti. Nessuna parola sul conflitto d’interessi del tuo alleato piduista, niente riferimenti alle sue leggi vergona, men che meno sull’abusivismo di Rete4.
Un niente che ti fece perdere le elezioni ma vincere il terno al lotto della comoda e blanda opposizione a 20 mila e passa euro al mese ai banchi del parlamento.
Antonio Di Pietro in pochi mesi ti ha fatto le mutande col referendum sulla porcata alfano e sull’opposizione politica degna di tale nome. Sta facendo incetta dei tuoi elettori.

E tu, fantoccio camuffato da leader politico innocuo come una lumaca, sei stato funzionale fino in fondo al tuo amico Silvio. Ti sei dimesso dopo milioni di frasi fritte sulla politica di Obama, ben sapendo che tu ed Obama siete come il bianco e il nero. Non c’entrate proprio nulla.
Lui sempre pronto a rispondere ai giornalisti, tu invece ti sei sempre arrogato della codardia di scappare dalle domande dei giornalisti come il sottoscritto senza rispondere.
E oggi torni nel baccanale delle seggiole parlamentari a fare l’anonimo parlamentare mantenuto da noi italiani.
Eh no caro Uolter! Obama insegna che chi perde se ne va a casa. Mai miglior occasione come questa per trascinarti fuori dalla scena anche  rutelli, fassino, soru, soro, sòrreta, e tutta la ciurma di politici morti. Morti assieme al pd.

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