Intervista a Francesco Cossiga il 23 Ottobre

Pubblicato il da Jena


Nella giornata di mercoledì 23 ottobre, Francesco Cossiga, ex Dc, ex ministro dell'interno, presidente del Consiglio e della Repubblica, si è incotrato con il giornalista de Il Giorno, Andrea Cangini, per discutere circa i temi caldi di questo periodo: la protesta degli studenti contro le manovre governative. Per l'occasione, il sardo democristiano ha deciso di bersi il cervello in diretta...

Riporto testualmente alcuni passaggi dell'intervista: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito [...] Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".

Le parole del senatore a vita fanno rabbrividire, ribollire il sangue nelle vene. Infiltrare nelle università dei provocatori, istigare gli studenti a compiere azioni violente in modo da manipolare l'opinione pubblica. Costruito il consenso, intervenire con la forza, picchiare studenti ed insegnanti mandandoli tutti all'ospedale. Quale subdolo e losco personaggio avrebbe mai potuto programmare una tattica tanto lontana da quelli che sono i canoni democratici, del buon senso, dell'intelligenza, dell'umanità, del vivere sociale?

Aspetto, illudendomi, che questo mostro oscuro uscito dalle tenebre della vecchiaia delirando come un pazzo qualunque, venga sbattuto a calci fuori dal Parlamento della nostra, seppur traballante, Democrazia. Non è possibile tollerale che queste parole possano essere pronunciate da un senatore a vita. La libertà di parola e pensiero è sacra, ma questo non vuol dire che ognuno di noi può permettersi di dire quel che cazzo gli passa per la mente.

So che è notizia vecchia, ma è sempre meglio non dimenticare!

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