Silvio Berlusconi intervistato dal giornale spagnolo el Mundo

Pubblicato il da Jena

Silvio Berlusconi, primo ministro italiano: “Sono sempre stato assolto perchè i giudici imparziali sono la maggioranza”




Pubblicato domenica 8 marzo 2009 in Spagna

[El Mundo]

Sono molte e varie le ragioni per cui Silvio Berlusconi suscita un forte interesse. Eccone alcune: sono 15 anni che domina la scena politica italiana; ad aprile é stato eletto per la terza volta primo ministro con una schiacciante vittoria che gli ha conferito la maggioranza assoluta; é uno degli uomini più ricchi del mondo essendo proprietario di un impero mediatico che include tre dei quattro canali televisivi privati che esistono in Italia; ha avuto numerosi problemi con la giustizia; gode di un’enorme popolarità; é proprietario del Milan, una delle squadre di calcio che ha vinto più titoli internazionali; non dimostra minimamente i suoi 72 anni di età… Il ‘Cavaliere’ vive un momento d’oro. Con l’opposizione di centrosinistra agonizzante e il sostegno di oltre il 60% degli italiani ha non pochi motivi per esaltarsi.

Domanda. – Di fronte alla grave crisi attuale, crede ancora che il capitalismo sia il miglior sistema economico o crede che debba essere riformato?

Risposta. - Il capitalismo è ancora il sistema migliore se confrontato con quelli basati sull’ideologia collettivista che hanno condannato intere popolazioni alla povertà e alla mancanza di libertà. Ma alcune regole, soprattutto in campo finanziario, devono essere cambiate. [...] Non è il capitalismo ad essere sul banco degli imputati, ma la degenerazione di alcuni aspetti del libero mercato.

D. - Lei ha stravinto le elezioni politiche e la sua popolarità è attualmente a livelli stratosferici. Perché gli italiani la amano così tanto?

R. - Con la crisi in corso, godere di una popolarità tra il 64% e il 73% mi sembra francamente imbarazzante. Può solo diminuire! [...] Gli italiani mi conoscono da sempre. Hanno fiducia in me perché ero il più popolare e invidiato imprenditore italiano e ho abbandonato tutto per mettere a disposizione del mio paese e dei miei concittadini la mia esperienza e le mie capacità. Erano stanchi delle chiacchiere della sinistra, chiedevano fatti.

D. - Come interpreta lei, uomo di destra, la crisi della sinistra italiana? È felice di governare praticamente senza opposizione?

R. - Mi spiace doverla correggere. Io non sono un uomo di destra. La ragione dell’ampio consenso di cui godo in Italia è dovuta al fatto che le vecchie ideologie non contano più. Chiunque insista a farsene portavoce, è punito dal voto. [...] La sinistra è ancora sotto il ricatto del fanatismo ambientalista. Se avesse vinto avrebbe continuato a perdere tempo prezioso prima di affrontare la politica energetica del paese. Sotto il ricatto delle autorità locali, non avrebbe mai potuto risolvere il problema dei rifiuti. Sotto il ricatto delle minoranze sindacali non avrebbe mai accettato di applicare i criteri di meritocrazia nella pubblica amministrazione e nell’istruzione. [...] Tuttavia la crisi dell’opposizione non può far piacere a nessuno. Anzi, è preoccupante. Il ruolo della minoranza in una democrazia è indispensabile ed è necessario poterlo esercitare in modo costruttivo. Sfortunatamente però, la crisi dell’opposizione italiana sembra destinata a durare a lungo.

D. - Cambiando argomento, perché il suo governo si é impegnato ad impedire la morte di Eluana Englaro, la donna che aveva trascorso 17 anni in coma ed é scomparsa il 9 febbraio scorso dopo che, in osservanza di una sentenza della Corte di Cassazione, le sono state interrotte la nutrizione e l’idratazione artificiali?

R. - Un governo democraticamente eletto ha il diritto e il dovere di prendere decisioni. La morale può essere soggettiva, la legge no. Soprattutto su temi fondamentali, come ad esempio quello che riguarda la vita e la morte, non si possono lasciare vuoti normativi, perchè da tali lacune nascono i problemi. La magistratura, a differenza del Parlamento non ha il potere di fare le leggi, ma ha l’onore di applicarle. Se esistono delle lacune, il compito di colmarle spetta al Parlamento. E dato che in Italia non vi era alcuna legge sul testamento biologico e sull’interruzione della vita, in maniera del tutto naturale abbiamo portato le nostre proposte in Parlamento, dando libertà ai nostri parlamentari di votare secondo la loro coscienza. Mi permetta di ricordarle che, nel caso di Eluana nessun trattamento è stato interrotto, non si è posto fine ad un accanimento terapeutico. Si è voluto semplicemente privare dell’acqua e del cibo una donna malata, e da qui la necessità e l’urgenza di un progetto di legge del governo che quindi il Parlamento avrebbe potuto adottare o respingere, e che i giudici avrebbero potuto applicare.

D. - Una delle prime leggi approvate dal suo governo è stata il Lodo Alfano, una norma giuridica che concede l’immunità alle quattro principali cariche dello Stato italiano e che è stato etichettato dall’opposizione di centrosinistra come una legge “ad personam”, creata per evitarle problemi con la magistratura. Non pensa che come primo ministro dovrebbe dare l’esempio ed essere il primo a sottomettersi alla Giustizia?

R. - La legge alla quale si riferisce nasce da una necessità indicata proprio dalla Corte Costituzionale italiana: la necessità di consentire alle più alte cariche dello Stato di svolgere pienamente e serenamente il proprio mandato. In Italia, il principio del “giusto processo” prevede la piena partecipazione dell’imputato in udienza. In un processo che dura due o tre anni, con due o tre udienze a settimana, è praticamente impossibile per chi é impegnato in alte ed importanti funzioni istituzionali partecipare e difendersi. Il meccanismo di immunità è ben noto in altri paesi, compresa la Spagna, dove si estende anche ai membri del parlamento ed è molto più forte che in Italia, dove il processo è semplicemente sospeso. [...] Sfortunatamente, una parte della magistratura italiana è politicizzata, ha utilizzato e continua ad utilizzare il suo potere come arma di lotta politica contro i suoi avversari, in particolare contro l’unico politico che può imporsi alla sinistra. I giudici politicizzati hanno anche cercato di alterare il risultato del voto democratico, riuscendovi nel 1994 con un’accusa dalla quale io ovviamente fui poi assolto dopo un processo di 10 anni. Le ricordo solo alcuni dati: tra il 1994 e il 2006, 789 magistrati si sono occupati di Silvio Berlusconi, con indagini e azioni giudiziarie che hanno portato a 587 sopralluoghi della polizia giudiziaria e della Guardia di Finanza ed a 2500 udienze, un record mondiale! Conclusione: sono sempre stato dichiarato innocente perché, per fortuna, i giudici imparziali sono ancora la maggioranza.

D. – La politica italiana contro l’immigrazione è stata molto criticata, anche da alcuni esponenti del governo spagnolo. Alcuni, di fatto, hanno accusato il suo esecutivo di xenofobia, in particolare nei confronti degli immigrati zingari rumeni. Come risponde a queste critiche?

R. - La nostra politica in materia di immigrazione non è “contro”, come dice lei. Non è contro l’immigrazione tout court. Abbiamo il massimo rispetto per coloro che vengono in Italia per migliorare la loro vita e le loro famiglie con un lavoro onesto, tra mille sacrifici e nel rispetto della legge. Al contrario, manteniamo una posizione ferma nei confronti di coloro che entrano in Italia illegalmente e vivono di reati o di piccoli espedienti e non mostrano nessuna volontà di integrarsi. [...] Per quanto riguarda i rumeni, che sono cittadini europei, la Francia ne ha espulso migliaia solo nel 2008. Nello stesso periodo, l’Italia solo 40.

D. - Ma lei, che sostiene di essere un uomo che si é fatto da solo, non cercherebbe di entrare in Italia come clandestino se fosse nato in un paese del terzo mondo e fosse povero?

R. - Io, come le ho detto, apprezzo chi onestamente cerca di costruire un futuro per sé e per i propri figli integrandosi in un altro paese. Però ho ancora più stima di coloro che decidono di non abbandonare la propria terra e, facendo ciò, contribuiscono con il loro lavoro e la loro iniziativa a farla crescere, mettendosi al servizio della propria comunità. Io non sono mica partito per gli Stati Uniti per lavorare come imprenditore, sono rimasto qui.

D. - Enel è, in questo momento, proprietaria del 92% di Endesa, la più importante società elettrica spagnola. Tuttavia, ogni volta che una società spagnola ha cercato di investire in Italia non ci è riuscita. Non crede che in tal senso vi sia un grande squilibrio fra i due paesi? Non pensa che l’Italia pecchi di eccessivo protezionismo?

R. - Il nostro governo non è mai intervenuto né interverrà negli affari delle società private. Quindi, da parte nostra, non vi è alcun comportamento protezionista. Al contrario, gli investimenti e le imprese degli altri paesi, soprattutto della Spagna, sono i benvenuti in Italia.

Con tag News

Commenta il post