Microsoft si adegua all'Europa Windows 7, libertà di browser

Pubblicato il da Jena

DIVORZIO consensuale dopo 12 lunghi anni di matrimonio tra il sistema operativo Windows e l'applicazione Internet Explorer, l'applicazione grazie alla quale milioni di utenti navigano sul Web. Con Windows 7, il nuovo sistema operativo di Microsoft previsto tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, si potrà infatti disinstallare Internet Explorer 8. O quasi.

A confermarlo, dopo le prime indiscrezioni trapelate qualche giorno fa, è la stessa società di Redmond. Sul blog aziendale dedicato al nuovo sistema operativo si precisa inoltre che tale possibilità sarà estesa ad altre applicazioni. Una decisione presa in favore dei propri utenti - si legge sul sito - ma più probabilmente volta a sedare l'ira funesta dell'Unione Europea e di alcune aziende rivali che, dal lontano 1993 fino ad oggi, accusano la softwarehouse più potente al mondo di violazione delle norme antitrust per l'inclusione del proprio browser (e di altre applicazioni come Windows Media Player) nel sistema operativo Windows: già installato, gratuito e soprattutto inamovibile.

Disattivarlo sì, disinstallarlo non ancora. Ma davvero sarà possibile cancellare una volta per tutte il nuovissimo Internet Explorer 8 dal proprio computer? Ni. Al momento della disattivazione "verranno archiviati i file necessari per reinstallarlo eventualmente in futuro" precisano gli sviluppatori stessi. Ovvero: se da un lato disinstallando il software interessato si elimineranno chiavi di registro o file eseguibili sparsi per il sistema operativo, dall'altro alcuni componenti rimarranno infatti archiviati. Questi resteranno nel computer in modo da poter reinstallare l'applicazione disattivata qualora l'utente lo desideri, attingendo così ai pacchetti di installazione già presenti sull'hard disk, senza mettere mano al dvd originale.

Come funziona la disattivazione? Le novità però non riguardano solo Internet Explorer 8. Si potranno infatti disabilitare molte altre funzionalità tra cui le principali e più conosciute sono: Windows Media Player, Windows Media Center, Windows DVD Maker, Internet Explorer 8 e Windows Search. Per farlo basterà entrare nel pannello di controllo e cercare "Tutte le opzioni del pannello di controllo"; cliccare "Programmi and specifiche" e selezionare di seguito "Attivare o disattivare specifiche di Windows". A questo punto si caricherà una lista di applicativi in cui sarà possibile individuare quello che si intende disattivare e il gioco è fatto. Il computer si riavvierà due volte per concludere l'operazione. Va aggiunto che questa procedura è stata testata sulla versione Windows 7 build 7048 in inglese, e che quindi, al momento dell'uscita ufficiale del sistema operativo, qualcosa potrebbe cambiare, così come potrebbero essere diversi i nomi delle finestre da aprire per concludere la disattivazione che qui sono state tradotte per semplicità.

Tutto è bene quel che finisce bene? A questo punto sarà contenta l'Unione Europea. Da Londra, l'esperto e fiduciario nel caso Microsoft presso la Commissione Europea, il professor Neil Barrett, ha fatto immediatamente sapere che la decisione presa da Redmond va nella giusta direzione. "Rendere il sistema operativo modulare è una buona cosa - ha dichiarato il Barrett alla BBC aggiungendo - questo permetterà ai concorrenti di competere su tutti i fronti".

Ma sarà soddisfatta anche la società scandinava che promuove il browser "Opera", ultima solo in ordine di tempo ad accusare Microsoft di fronte alla Commissione europea di scorrettezze commerciali. E sembrano infine molto felici gli utenti che in webvisione esultano per una vittoria tanto attesa quanto insperata.

D'altra parte, una cosa certa: quando è troppo è troppo, devono aver pensato a Redmond. Dopo aver pagato una multa di ben 497 milioni di euro nel 2004, confermata nel 2007, dopo aver ricevuto un'ulteriore ammenda di altri 899 milioni di euro nel 2008, la più ingente nella storia dell'Unione Europea, e dopo l'annuncio nel gennaio del 2009 da parte della Commissione europea secondo cui "la vendita abbinata di Microsoft Internet Explorer con il sistema operativo Windows danneggia la concorrenza tra i browser web, mina l'innovazione di prodotto e, in definitiva riduce la scelta dei consumatori", non rimaneva che correre ai ripari. E così è stato fatto. Forse.

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