Sull’orlo del fallimento

Pubblicato il da Jena

Sull’orlo del fallimento, la casa madre del gruppo del lusso italiano Gianfranco Ferré ha sei mesi per riprendersi

Pubblicato martedì 10 marzo 2009 in Francia [Le Monde]

Una buona e una cattiva notizia. Un consorzio di cinque banche italiane ha appena sbloccato una linea di credito di 30 milioni di euro che permetterà alla casa di moda italiana Gianfranco Ferré di rispettare gli ordini dei suoi clienti per la collezione autunno-inverno 08/09 e più o meno recuperare il ritardo accumulato nelle consegne della collezione precedente. Il governo italiano chiamato in soccorso del settore In Italia, la moda subisce in pieno la crisi economica. Secondo la Federazione del tessile e della moda, questo settore impiega 500.000 dipendenti in 60.000 imprese ed ha realizzato un volume di affari di 53 miliardi di euro nel 2008 (con un calo del 3% rispetto al 2007). L’industria tessile ha chiesto misure di sostegno eccezionali al governo italiano. Un messaggio raccolto da Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico, che potrebbe sbloccare dei fondi in favore del “made in Italy” a metà marzo. Dal canto loro, le grandi firme chiedono l’apertura dei negozi tutte le domeniche per rilanciare gli acquisti. Ma se la Gianfranco Ferré sembra riuscire a svicolarsi dalla difficile situazione, la società a cui appartiene, Ittierre, e la holding in cui rientra quest’ultima, IT Holding, navigano in pieno dissesto finanziario. I debiti di IT Holding hanno raggiunto un livello tale – quasi 300 milioni di euro, ai quali bisogna aggiungere 136 milioni di euro della società azionista di maggioranza, Pa Holding, con sede a Lussemburgo – che il gruppo non è più in grado di far fronte ai suoi obblighi finanziari. Dando lavoro in totale a 1.800 dipendenti, IT Holding è uno dei principali gruppi nell’impero del lusso italiano : controlla non solo la Gianfranco Ferré – marchio rilevato nel 2002 per 185 milioni di euro – ma anche la Malo (cachemire), Extè, oltre ad avere sotto licenza VJC Versace, Versace Sport, Just Cavalli, C’N'C’Costume National e Galliano. I tentativi volti ad affiancare ad Ittierre un nuovo partner, come l’imprenditore di Hong-Kong Billy Ngok, o il fondo Kingsbridge della società austriaca Hardt, sono falliti. Anche se Ittierre, vista la gravità delle sue difficoltà finanziarie, ha dovuto accettare di essere messa il 12 febbraio in amministrazione straordinaria. Cosa che, per effetto domino, ha portato la sua holding IT Holding ad essere sottoposta il 2 marzo a questa stessa inusuale procedura, utilizzata per esempio quando il gruppo agroalimentare Parmalat dichiarò fallimento. Il principale vantaggio di questa forma di amministrazione è quello di concedere ad un gruppo in fallimento un rinvio di sei mesi del confronto con i suoi creditori. Tre commissari, Andrea Ciccoli, Stanislao Chimenti e Roberto Spada sono quindi stati nominati dal governo italiano. Cosa che ha dato luogo a una scena assolutamente comica: al posto dei soliti VIP, in prima fila alla sfilata di moda di Gianfranco Ferré a Milano tutti e tre gli amministratori straordinari hanno ammirato lo scorso 27 febbraio il passaggio di creature da sogno appollaiate su tacchi metallici, in minigonne attillate, giacche con le spalle imbottite e scolpite, abiti con cinture o ampi cappotti da ufficiale. Non era che la parte più piacevole e meno complicata della loro missione. Che è tripla, come ha precisato il loro portavoce a Le Monde: “Condurre, entro il 12 luglio, un’inchiesta sulle ragioni di questa improvvisa debolezza finanziaria per conto del governo italiano, mettere insieme un piano di ristrutturazione selezionando le filiali che potranno sopravvivere e quelle che dovranno essere liquidate o cedute e, infine, fare tutto il possibile per tutelare gli interessi del gruppo.” Più ancora che un crollo delle vendite – il volume di affari di IT Holding ha subito una contrazione del 5,1% nel corso dei primi nove mesi del 2008 in rispetto allo stesso periodo del 2007, raggiungendo i 485 milioni di euro – è stato l’imponibile ad essere sprofondato, così come l’utile netto (10,1 milioni di perdita contro i 6,6 nel corso dello stesso periodo del 2007). “La difficile situazione economica ha toccato direttamente i mercati sui quali siamo presenti”, sostieneTonino Perna, presidente e amministratore delegato di IT Holding, società che è appena stata cancellata dalle quotazioni della Borsa di Milano. In tale contesto, la Gianfranco Ferré sembra malgrado tutto cavarsela. “Non abbiamo mai fermato la produzione” ha confermato la sua direttrice Michela Piva all’agenzia AP [Associated Press, NdT]. Dopo la morte del creatore della maison, nel giugno 2007, è sempre mancato un direttore creativo fino a quando Tommaso Aquilano e Roberto Raimondi non hanno ripreso le redini dell’azienda. Ancora sotto licenza di Ittierre per più di un anno, Just Cavalli, la linea giovane di Roberto Cavalli, è la sola del gruppo ad aver dovuto annullare la sua ultima sfilata. Secondo il suo creatore, solo il 20% dei modelli erano stati consegnati, cosa contestata dai dirigenti di Ittierre. La questione diventa ancora più spinosa dal momento che Ittierre non ha mai versato alla marca 20 milioni di euro di diritti d’autore a lei dovuti. Senza contare che Roberto Cavalli cerca un nuovo partner a cui affidare le sue licenze e vorrebbe cedere una parte del capitale della sua impresa. “E’ troppo presto per sapere se ci saranno o meno licenziamenti nel gruppo” lasciano intendere gli amministratori. Quando il piano di ristrutturazione sarà diffuso la prossima estate, ci sono forti possibilità che IT Holding venga partizionata. Diversi investitori, fra cui il gruppo del Quatar Abu Issa Holding, avrebbero già mostrato interesse per la Gianfranco Ferré.

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