LANCIO MISSILE, SALE TENSIONE TRA LE COREE

Pubblicato il da Jena

TOKYO - La Corea del Nord va avanti con il suo programma di lancio di un controverso missile balistico per la messa in orbita di un presunto satellite e, facendo salire la tensione nella regione, ha minacciato oggi anche la ripresa dei programmi nucleari in caso di ulteriori sanzioni da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu in risposta all'operazione attesa tra il 4 e l'8 aprile prossimi. Immedate le reazioni degli Stati Uniti. Un'eventuale decisione della Corea del nord del lancio del missile " sarà considerata come un atto provocatorio, in violazione delle risoluzioni adottate dal Consiglio di sicurezza dell'Onu", ha detto in serata il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs. La Corea del nord era stata molto determinata nel suo affondo: iniziative punitive adottate in seno al Palazzo di Vetro saranno considerate "come azione ostile che farà invertire il processo di denuclearizzazione", ha minacciato la Kcna, l'agenzia di stampa del regime comunista, riportando le parole di un portavoce del mistero degli Esteri. L'abbandono dei programmi atomici da parte di Pyongyang si basa sull'accordo, raggiunto a settembre del 2005, che prevede una progressiva denuclearizzazione all' interno di un negoziato a Sei, (in fase di stallo dallo scorso dicembre per disaccordo sulle procedure di verifica), che coinvolge le due Coree, gli Usa, la Russia, il Giappone e la Cina.

"Vorremmo ricordare - aveva aggiunto il portavoce - che non sono pochi i Paesi al mondo che lanciano satelliti, ma il Consiglio di sicurezza non ha mai negoziato per evitare iniziative del genere". " Gli Stati Uniti - ha risposto Gibbs - continuani ad avere l'obiettivo di denuclearizzare la Corea del nord ed contano di lavorare con i loro alleati affinché ciò avvenga". La dura presa di posizione nordcoreana, malgrado i moniti di Usa, Giappone e Corea del Sud, è giunta alla conclusione di una giornata di tensione in indubbio crescendo, che ha visto Pyongyang ribadire in mattinata gli scopi "pacifici" dei suoi programmi spaziali ("la realizzazione e il lancio del satellite é il risultato della combinazione di scienza moderna e tecnologia") e scagliarsi contro "la Corea del Sud (bollando i leader come 'traditori') e i suoi alleati", autori di pressioni indebite per impedire la messa in orbita del satellite. A Seul, dove il lancio è giudicato "una sfida e una grave provocazione" per la sicurezza e la stabilità della regione, ha preso consistenza l'ipotesi di inviare nel Mar del Giappone l'incrociatore speciale 'Sejong il Grande' che, varato lo scorso dicembre, è la prima l'unità navale della Marina sudcoreana con tecnologia antimissile Aegis.

La nave si aggiungerebbe ai quattro incrociatori di Usa e Giappone già presenti nell'area, in risposta al proposito di Pyongyang di lanciare quello che da più parti è considerato essere il temuto Taepodong-2, capace di montare una testata nucleare e di raggiungere potenzialmente l'Alaska e le Hawaii. Appena mercoledì, alla conferma del posizionamento del missile sulla rampa, il segretario di Stato americano Hillary Clinton aveva già definito una "provocazione" i proposito del regime comunista, rimarcando la violazione della risoluzione 1718 del Consiglio di sicurezza che inibisce a Pyongyang, tra l'altro, vendita e sperimentazione di qualsiasi tipo d'armi. La Russia ha invitato in giornata alla moderazione: "le risoluzioni del Consiglio di sicurezza vanno senz'altro osservate - ha osservato il ministro degli esteri, Serghiei Lavrov -. Riteniamo importante non trarre conclusioni affrettate e non dare valutazioni su un qualcosa che non è ancora avvenuto".

Notizia riportata dall' ansa.

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orbo 04/01/2009 16:16

solita frittata ......coreana ... sempre sul filo del rasoio finchè parte veramentente un missile...