Banche: Project Brontos

Pubblicato il da Jena

Adesso, per addormentarvi vi racconterò una bella favola:

C'erano una volta le banche che chiedevano aiuti di Stato e li ricevevano grazie ai "Tremonti Bond", pretendendo pure di riceverli senza condizioni ed accettando solo generici protocolli per futuri "codici etici" sulla remunerazione di manager ed amministratori, salta fuori che con una sola operazione riescono ad eludere/evadere milioni di euro, attraverso i soliti "paradisi fiscali".
Così un sito internet

(http://www.wikileaks.com/leak/barclays-tax-avoidance-scm-censored-gua...)


documenta un accordo stipulato il 2 marzo 2007 tra Barclays Milano, Unicredit e Banca Intesa, grazie al quale le banche eludono (o evadono) il pagamento in Italia di tasse per circa 30 milioni di euro.


L'operazione è assai complessa (denominata Project Brontos), ma praticamente consiste nella trasformazione di un rendimento in investimento, che, più o meno legalmente, non sconta alcuna tassazione.



L'operazione è assai ingente :3,5 miliardi di Euro -Lira turca equivalenti
per Unicredit e 1 miliardo di Euro Sterlina inglese equivalenti per Banca
Intesa e passa attraverso società costituite in Lussemburgo. E così la storia inizia con Tremonti-Robin Hood, che doveva colpire le banche con più tasse, e che invece diventa Tremonti-Sceriffo di Nottingham, perché a pagare sono i cittadini e le imprese.

Poi si scoprono due infortuni che portano Tremonti sul Viale del tramonto: il suo condono del 2003 con evasori autodichiarati che non hanno pagato rate per 5 miliardi di euro ed il fallimento delle sue cartolarizzazioni sugli immobili pubblici (Scip1 e
Scip2), che rischiano di costare 1,7 miliardi di euro ai contribuenti.



Ed ora viene fuori il Tremonti dormiente, incapace persino di impedire alle banche di eludere/evadere le tasse. Dormiente come i conti dormienti, che usa come un bancomat per finanziare qualsiasi cosa: dai risarcimenti ai risparmiatori danneggiati, agli azionist i Alitalia ed ora persino alle quote-latte. Così alla fine non ce ne sarà per nessuno.

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