Agcom - Corrado Calabrò - digitale terrestre

Pubblicato il da Jena

Seguite bene il mio ragionamento e poi traete le conclusioni;

Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), cosè ?

è un’autorità indipendente, istituita dalla legge 249 del 31 luglio 1997.
Indipendenza e autonomia sono elementi costitutivi che ne caratterizzano l’attività e le deliberazioni.

Al pari delle altre autorità previste dall’ordinamento italiano, l’Agcom risponde del proprio operato al Parlamento, che ne ha stabilito i poteri, definito lo statuto ed eletto i componenti.

Sono organi dell’Autorità: il Presidente, la Commissione per le infrastrutture e le reti, la Commissione per i servizi e i prodotti, il Consiglio.

Ciascuna Commissione è organo collegiale, costituito dal Presidente e da quattro Commissari.
Il Consiglio è costituito dal Presidente e da tutti i Commissari.

L’Agcom è innanzitutto un’autorità di garanzia: la legge istitutiva affida all’Autorità il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali dei cittadini.

Il sito di Agcom.

Chi è Corrado Calabrò

Attualmente presidente del Agcom, è un rappresentante della lobby delle toghe amministrative che per questo incarico affidatogli su indicazione di Gian Franco Fini di An, guadagna 420 mila euro l’anno, il 50 per cento in più di un ministro!
Un premio che Corrado Calabrò si aggiudicò abdicando la poltrona di presidente del Tar del Lazio per aver, nello stesso giorno, escluso dalla competizione elettorale regionale la lista di Alessandra Mussolini, coinvolta suo malgrado nel polverone di Laziogate di cui non ne aveva nessuna colpa.
La porcheria la commise l’ex governatore aennino Francesco Storace che aveva assoldato alcuni haker, affinché creassero firme false nelle liste dei candidati Mussolini e Marrazzo per poterli poi mettere sotto accusa in piena campagna elettorale. Il piano di Storace fallì perché la Procura di Roma avviò l’inchiesta ancora oggi in corso, e per la quale Storace è stato rinviato a giudizio e messo al sicuro in Senato!
Ebbene Corrado Calabrò è uno di quei magistrati che ha sempre amato i doppi incarichi e i tripli stipendi.
Pur essendo un giurista, negli ultimi 40 anni ha passato più tempo nei dintorni della politica che non nelle aule giudiziarie! Iniziò nel 1968 da capo della segreteria tecnica di Aldo Moro, ruolo che gli aprì una collezione di incarichi arrivata a quota 12 da capo di gabinetto in 11 anni, prolungati nei governi Dini e Prodi.
Amante dei rapporti incestuosi fra la magistratura amministrativa e il dorato mondo degli arbitrati milionari, delle collaborazioni governative di ogni tipo a cavallo tra politica e business, nel solo 1991 Calabrò sbrigò arbitrati per quasi 60 miliardi di lire in valuta attuale, sui quali la percentuale spettante al giudice oscillava fra l’1 e il 3 per cento.
Calabrò, da perfetto esponente della lobby delle toghe amministrative, è uno dei fieri oppositori della riforma sull’incompatibilità fra il lavoro di giudici e di altri incarichi bocciata decine di volte!
Incompatibilità che permette alla stessa persona di avere l’arbitrato su liti fra imprese private ed enti pubblici, lavorare per chi governa lo Stato, le Regioni o i Comuni ed essere allo stesso tempo giudice del Tar o del Consiglio di Stato sui cui tavoli potranno arrivare fascicoli che riguardano quel governo o quella giunta regionale!


Adesso arriviamo al digitale terrestre.

Dal sito la repubblica riporto questo articolo interessante

Agcom: 5 nuove reti tv digitali saranno assegnate con gara (heheheheheh), bella questa.


Lo ha stabilito l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Gli spazi disponibili grazie all'abbandono dell'analogico. Dal primo lotto, tre reti, esclusi i soggetti come Rai e Mediaset. Che potranno acquisire le altre due.


Quindi il controllore della gara sarà Agcom e cioè Corrado Calabrò

L'articolo continua,

ROMA - Con il passaggio definitivo dalla tv analogica al digitale terrestre "risulterà disponibile un dividendo nazionale di 5 reti", che verrà "messo a gara" con criteri di "massima apertura alla concorrenza". Lo ha stabilito l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni con una delibera che avvia il percorso per il definitivo spegnimento delle reti analogiche e la conversione delle reti digitali esistenti.

In particolare, i cinque lotti, cioè le cinque reti messe a gara, saranno divise in due parti: una, pari a tre lotti, sarà "riservata a nuovi entranti" e dunque saranno esclusi i soggetti come Rai e Mediaset che hanno più di due reti nazionali in tecnica analogica; la seconda, pari a due lotti, sarà aperta "a qualsiasi offerente", ma ci sarà un limite di cinque multiplex per ciascun operatore.


Quanto vogliamo scommettere che l'assegnazione delle 3 reti rimanenti saranno date a persone direttamente o indirettamente collegate con il caro Piersilvio ??? io ci scommetto una cena.

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tjda08 04/14/2009 18:29

speriamo...

tjda08 04/14/2009 16:10

diciamo che europa7 sta facendo ancora qulcosa, i suoi avvocati dopo il consiglio di stato si stanno rivolgendo un'altra volta all'ue, quella si che è una situazione drammatica, uno scandalo che interessa la politica e svela che in fondo neanche la sinistra ha fatto qualcosa, un governo che dopo la sentenza della Corte Costituzionale, si fa la legge per prolungare la sentenza... un vero scandalo non molto conosciuto...

Jena 04/14/2009 16:54


Si confermo e concordo pienamente con te. Ma ahimè, in Italia, le redini politiche le ha in mano chi guardacaso gestisce anche i media.  Io non vedo spiragli per europa7 anche se la speranza è
l'ultima a morire. Speriamo bene.......


tjda08 04/14/2009 14:34

ahah complimenti per l'articolo, magari collegato al caso europa7...

Jena 04/14/2009 14:59



Grazie per i complimenti. Europa7 ormai è stata tagliata fuori già da molto tempo. Vero che ha vinto la gara d'appalto ma se adesso si passa tutto sul digitale che importanza puo avere ? 
Con il digitale terrestre che ha mille problematiche a livello tecnico, qualcuno avrà il controllo completo sull'informazione Italiana.