Editoria, i giornali crollano lo rileva FIEG

Pubblicato il da Jena




L'editoria sta avendo un forte calo di investitori pubblicitari. Cosa che io avevo gia preanunciato nell'articolo " "Annozero, la tv di Di Pietro?"  Gli investitori si stanno spostando molto rapidamente nel mondo del World Wide WEb che tutti conoscono come internet. Oggi si è conclusa l'assemblea pubblica FIEG "Federazione Italiana editori giornali" presentando il bilancio disastroso del 2008 con le previsioni per il 2009.

Nel loro sito si legge che l'assemblea era incentrata sulla relazione del Presidente, Carlo Malinconico, dedicata alla ricetta degli editori per il rilancio del settore.Contestualmente, è stato presentato il rapporto statistico-economico ”La Stampa in Italia 2006-2008”, curato dall’Ufficio Studi della Federazione, che descrive la difficile situazione congiunturale e strutturale delle imprese editoriali. In un documento, scaricabile liberamente da questo link, si puo notare come, su un calcolo di 58 testate giornalistiche, ci sia un calo di vendite nelle edicole del -5,6% nel 2009 rispetto all'anno precedente. Il settore abbonamenti invece, nel 2009 ha subito un calo del 5,2.

Carlo Malinconico, presidente della FIEG, all'asssemblea nazionale ha detto: "si rileva un aumento delle perdite del 100% ed una contrazione degli utili del 30%. E' facile prevedere che i numeri peggioreranno ulteriormente nel 2009 se solo consideriamo che gli investimenti pubblicitari sui quotidiani nei primi due mesi di quest'anno sono diminuiti in media del 25%, con punte anche del 60% in alcuni giornali locali. Non va meglio per i periodici, il cui quadro "non è significativamente diverso.
il fatturato editoriale del 2008 ha fatto registrare un calo del 3,3% rispetto al 2007. La componente dei ricavi che ha mostrato segnali di maggiore debolezza è stata la pubblicità, calata nell'anno del 3,8% con un trend che si è andato progressivamente aggravando. Quanto ai ricavi da diffusione delle copie, "la flessione media annua è stata del 2,8%. E ancora il margine operativo lordo ha fatto registrare una flessione del 48% nel 2008 rispetto al 2007e l'utile operativo ha registrato un -51,9%. Risultato complessivo è stata "una forte contrazione dell'utile netto."

D'altra parte,
grazie ad una legge i giornali possono contare sugli incentivi statali. Qualcuno si chiderà se li paghiamo due volte i giornali visto che sono finanziati dallo stato. Ebbene si! . Giusto per darvi degli esempi pratici; Il Sole 24 Ore, ha ricevuto contributi pubblici per 19.222.787 euro nel 2006. il Corriere della Sera 660 mila euro, La Repubblica 629 mila euro,la Gazzetta dello Sport 343 mila euro. Tutti conoscono Giuliano Ferrara e il suo Foglio, Vittorio Feltri e il suo Libero, Paolo Franchi e il suo Riformista. Pochi sanno che costoro possono fornire il loro esuberante apporto alla vita politica e istituzionale del Paese grazia al nostro diretto apporto economico. Insomma ci costano complessivamente più di 12 milioni di euro all'anno.

Tutti questi soldi provengono dai conti pubblici dello stato che noi paghiamo. Perchè non dicono queste cose i nostri bei giornali invece di laniarsi e poi sottrarre soldi
ai cittadini ? Lo stato Italiano deve assolutamente togliere i contributi ai giornali che invece di aziende libere sono diventati parassiti politicizzati.

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